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April 17 pensieri e stragiUn'altra strage, come Columbine, come tante altre.
Eppure, siamo o non siamo l'Occidente, che tutto ha e tutto può possedere, dove ogni gruppo, famiglia, persona può avere tutto?
Non v'è dubbio: ci dicono di lottare per la libertà -una falsa libertà-, per esportarla in Oriente, dove sembra che essa non esista.
Ma, di fronte a stragi come quella avvenuta nel campus Virginia Tech, la nostra società si sgretola, si disintegra di fronte all'evidenza.
Un'evidenza che inutilmente e deletariamente si finge di calpestare.
Oltre alle motivazioni del momento (che neanche m'interessano), delle "possibili" cause discusse dallo showbiz (se volete farvi un giro
basta accendere la televisione...il biglietto del tour è persino gratuito), ciò che conta è ben diverso. L'atto va' analizzato in modo sistematico.
Un ragazzo 20enne entra. Fa una prima vittima. Poi, in sette minuti, raggiunge un'altra aula. Arrivato prende e fa fuoco.
La meccanica dei fatti è semplice, non v'è un'attenta pianificazione come quella preparata dai ragazzi di Columbine.
Era la semplice furia di un ragazzo, improvvisamente fuoriuscita. La stessa furia di Tetsuo, personaggio chiave di Akira, capolavoro di Katsuhiro Otomo.
L'ira scatenata da cosa? Dalla società, che annienta l'individuo. Non importa se il ragazzo fosse "preso in giro", "strambo" o altre cazzate.
In una società dove tutto si massifica e tutto non vale niente, pochi possono resistere. E solo in due modi.
Il primo è arrendersi, anche protestando: ci si può tranquillamente inchinare di fronte a questo sistema e vivere grazie ad esso,
magari preoccupandosi solo della salute; puoi anche ribellarti a tale impalcatura, ma la tua ribellione è tradita in partenza:
quanti di noi (me compreso) sono capaci d'immaginare un sistema completamente "diverso"? Stavolta neanche la storia può essere d'aiuto,
se non per un personaggio. Se vi chiedete di chi sto parlando, si tratta di Alessandro Magno.
Il secondo è tentare di ricreare tutto. Ma quanti ci tentano? Molti, ma non abbastanza, calcolando che le perdite, nel tentativo
di realizzare un sogno simile, sono migliaia. Ogni giorno ci sono persone che muoiono, dimenticando questo sogno.
Alcune in modo savio (cioé nel tentativo di realizzare il sogno, o comunque hanno provato a riuscirvi), altre in modo sbagliato (poiché si arrendono alla "realtà").
Ed infine, abbiamo i "deboli". Il termine non mi sembra adatto, in quanto, nelle due società prevalenti (il famoso duo "Occidente/Oriente") non esistono veri forti,
come mostrato nel fumetto di V for Vendetta (di Alan Moore): anche il dittatore inglese, figura all'inizio imponente e forte, cade dal suo trono,
mostrandosi per quello che è. Un vecchio senza amore.
Tali "deboli" non hanno possibilità di sopravvivere. Prima o poi, come in un ecosistema, ma ben più crudele ed innaturale, muoiono.
Se vi chiedete chi possano essere...se vi chiedete cosa sia ciò di cui abbiamo realmente paura, ciò che ci fa realmente vivere questa strage...
Guardatevi allo specchio. Quel ragazzo, quel "debole", potremmo essere noi. I nostri genitori. I nostri amori. Noi stessi.
Lo sappiamo, e non lo riusciamo ad accettare. Come sappiamo ciò che ho scritto in questo intervento. Solo che,
per rendere il tutto sopportabile, non sappiamo fare altro che una cosa. Sappiamo solo Dimenticare.
Lei mi guardò. Lo conosci il suo sguardo. E sospirò.
Poi mi disse che tutti potevano conoscere quello che Destino sapeva. Ed altro ancora.
Non solo potevamo, ma lo conoscevamo.
Tutto.
Lo negavamo a noi stessi solo per renderlo sopportabile. April 15 Dark side of...Sale in giri vorticosamente rapidi, sale dritto fino alla testa.
Poi tutto salta in aria e, per un momento, capisci cosa significa "non capire niente".
Parlano con me, ma non li sto veramente a sentire. Ben poco di ciò che dicono m'interessa.
Ben poco di ciò che sento m'interessa. Quel poco è importante?
Mi pare di no, è così mi preparo alla fuga.
Per un po' non mi vedranno. Gli parrà un breve lasso di tempo, ma è quanto basta.
Quanto basta per isolarmi e rientrare dal retro sul mondo.
Un oggetto che vola è passato talmente vicino al tetto che ho pensato che si staccasse un motore:
partirono le urla, i feriti e pure i morti. Fuoco e fiamme nella scuola.
Nulla che i soldi non facciano dimenticare. Sempre che non li dimentichi tu.
In tal caso, non dimenticherai mai il resto.
Continua a scendere salendo, ed il Maestro mi dice che dice
"Non impedir lo suo fatale andare: vuolsi così cola dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare"
M'appaiono tutti i colori dell'universo, dall'inizio alla fine e del mezzo,
e mi sconvolgono la mente...un danno al cervello,
si eclissa la mente e la luna, che mostra così il suo lato oscuro... April 08 Un piccolo sfogoLa mia mente, lentamente, scoppia.
Forse questo è un atto di debolezza, e, per chi lo leggerà, potrebbe anche sembrare ipocrita.
Ci tengo a tutti voi, anche se -spesso- non lo dò a vedere.
Non girerò gli occhi se dovesse accadere il peggio. Ma ci tengo a questo gruppo, a questi compagni, e non voglio vederli frantumarsi.
Non voglio e non lo permetterò.
Scusatemi.
ps: Buona Pasqua a tutti April 06 Certe notti...Ci sono giornate straordinarie, coronate da notti ancora migliori.
Questa giornata è stata a dir poco straordinaria, per la sua follia e genialità intriseca,
ma non ho intenzione di tediarvi. La Notte è ancora lunga e va' vissuta. Ergo, mi limiterò a questo:
And then one day A magic day he passed my way And while we spoke of many things Fools and kings This he said to me... April 02 ...300, parlo del film, non m'è piaciuto.
Eppure, anche da un film come questo c'è da imparare.
Per me, questo è un periodo strano, talmente tanto che il Fato (o chi per lui) sembri quasi divertirsi a far accadere cose insensate o che un senso,
ora come ora, non ce l'hanno. Forse in futuro ne acquisteranno uno, chissà.
Ad ogni modo, ho deciso di continuare, e so bene di rischiare d'indossare quell'armatura che, solamente sei mesi fa,
mi rese un mostro. Rischierò e continuerò a farlo, perché ho scelto questo ruolo. Il ruolo di colui che non vuole (e forse non può) cadere.
Sotto quest'aspetto, le gesta di Leonida e di quei trecento della sua guardia personale (ed anche degli altri che perirono alle Termopili, in nome della fedeltà storica)
e di quell'ultimo, disperato atto del suicidio (che coinvolse anche il contingente tespiano, guidato da Demofilo) m'hanno rincuorato.
Come Sam e Frodo sul Monte Fato, Cloud prima dello scontro finale con Sephirot, Socrate prima della sua fine, non hanno abbandonato ciò in cui credevano.
Non basta volere la vittoria, esserne certi, bisogna anche desiderarla.
Grazie a loro, grazie a quelli che mi sono stati, mi sono e mi saranno affianco, sebbene la lotta sia solitaria. Grazie a tutti voi.
E non temete l'oscurità!
Lancie saranno scosse,
scudi saranno frantumati
un giorno di spade!
Un giorno rosso,
prima che sorga il sole!
Cavalcate Ora! Cavalcate Ora! Cavalcate Ora!
Cavalcate per la Rovina, e per la Fine del Mondo!
Morte! Morte! Morte!
King Theoden, Lord of the Ring: The Return of the King |
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