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    February 28

    Gimme gimme gimme!!!

    Oddio sto pieno di ABBA! E ora come faccio? Maledetto “Mamma Mia”!!!

    …Is there a man out there
    Someone to hear my prayers…

    Li adoro…qualcuno m’aiuti…

    February 27

    Retrospective

    Non intendo lasciarmi andare in futili descrizioni di ciò che è accaduto in questi giorni, né è mio interesse parlarne accuratamente.

    Semplicemente voglio scrivere su questo blog prima che scada il 26 febbraio, per ricordare questi giorni che – in breve – sono stati speciali.

    Merito di tutti.

    Fine del post, fine del viaggio. Quando lo rileggerò, sono certo che mi commuoverò.

    Ci sono due tipi di ricordi: i ricordi tristi sono tristi e, purtroppo, non possono essere cambiati. I ricordi felici, invece, sono bellissimi e malinconici perché, purtroppo, sono ricordi.

    February 22

    In partenza

    Signore e signori, vi avvisiamo che, per i prossimi cinque giorni, non dovrebbero esserci aggiornamenti del presente spazio.

    Dal 26/2 le attività saranno riprese come di consueto.

    Saluti e…acquistate House of the Dead: Overkill per Wii con la pistolona e, se siete nati nel novecento ed adorate le sale giochi, vivrete più felici.

    See ya!!!

    February 17

    Libidius.jp

    Si dice che i giapponesi siano in crisi creativa, soprattutto nel campo dei videogiochi, che da nippo-centrico è divenuto yankee-centrico. Un duro colpo per i giappi, questo è certo ma…siamo sicuri che si tratti solo della crisi? O, forse, è colpa di un mercato che ha ormai dimenticato le proprie origini e si affida al “colpo sicuro”, invece di rivolgersi al folle genio che l’ha sempre caratterizzato?

      

    Libidius.jp, realizzato da RRR30000, è l’esempio di cosa un giapponese abbia saputo realizzare con Little Big Planet (Media Molecule, PlayStation 3 – prodotto in Europa).

    Geniale. E, forse, la crisi vivrà solo finché non si oserà di più, in Giappone come nel mondo intero.

    Ma, alla fine, chi pagherà il conto? Noi o loro?

    February 15

    You Have to Burn the Rope

    Una delle comodità principali del mondo videoludico è che, a fronte di un mercato molto grande e, per cause di forze maggiore, soggiogato alle leggi dell’economia aziendale – quindi non sempre favorevole a follie e sperimentazioni – ve n’è un altro composto da flash, blog sperduti nella rete, ironia e molto, molto divertimento.

    Oggi parliamo di un titolo semplice e divertente, che potrete a trovare a questo indirizzo: http://www.mazapan.se/games/BurnTheRope.php 

    In cosa consisterà mai questo You Have to Burn the Rope? Semplice, basta una minima nozione d’inglese (ricordate: have to significa “devi”, burn “bruciare” e rope “corda”), ricordare che i tasti sono le quattro frecce o – se siete dei veri pcisti- WASD e saprete come giocarvi, il resto dell’articolo leggetelo DOPO aver giocato. Nel frattempo inserirò un’animazione presa da deviantART. Buona visione.

      

    Giocato?

    Finito?

    Ritengo di sì, quindi ora posso parlare liberamente della genialità di questo progetto e della sua spassosa ironia: esso rileva come, in molti videogiochi moderni, si tenda a creare dei tutorial esagerati e così invadenti da rovinare l’esperienza del videogiocatore, arrivando a svelargli come affrontare un nemico. Non voglio discutere in questa sede né in questo momento se e quanto tutto ciò sia dannoso o giusto o altro, semplicemente trovo che “You Have to Burn the Rope” sia un titolo meritevole d’attenzione, delizioso e che divertente, in tutti i sensi. Stupenda la canzone finale.

    February 05

    Hitlist Goldball +18 (part #2)

    Secondo appuntamento con le mie classifiche in occasione del diciottesimo compleanno. La festa comunque è andata benone, grazie a tutti!

    Ripartiamo da dove eravamo rimasti: dopo la classifica dei film, ecco quella che sarà più dibattuta – ma che mi è più cara: quella dei videogiochi!

    CLASSIFICA DEI VIDEOGIOCHI (in ordine sparso)

    SuperMarioBrosDeluxe

    Super Mario Bros. Deluxe (Game Boy Color)
    Si dice che la prima volta non si dimentica mai: è proprio così. SUPER MARIO BROS. Deluxe è stato il mio primo gioco, con cui ho passato ore ed ore. Al suo fianco c’era (e c’è ancora) la mia primissima console: il Game Boy Color (classe 1998). Un capolavoro, arricchito con una miriade di modalità e goodies di ogni tipo, se lo trovate non lasciatevelo scappare (il gioco può essere giocato anche su Game Boy Advance classico e SP).

    Pokemon Blue

    Pokémon Blu, Oro e Cristallo (Game Boy/Game Boy Color)
    La serie dei Pocket Monster è senz’altro uno dei maggiori successi della storia, merito di una serie di idee geniale ed ottimamente realizzate. Bellissimo per i bambini, perfetto anche per gli adulti: sebbene molti non se ne accorgano (o non l’ammettano), la serie dei Pokémon si è evoluta esponenzialmente ed ora non è semplice creare una squadra invincibile. Un classico (nella classifica cito solo i due titoli da me giocati).

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    Final Fantasy VII (PlayStation)
    I miei mi regalarono una PlayStation molto tardi intorno alla fine del 2001, se non ricordo male. Si trattava di una PSOne modificata e, al fianco di questa, richiesi un gioco (copiato), a cui giocavano due miei carissimi amici (Lello e Shin): Final Fantasy VIII.
    Non potrò mai ringraziare abbastanza Tatore del PG che, per errore, mi diede il primo disco (a cui si sarebbero affiancati gli altri due) di Final Fantasy VII. Da allora l’ho rigiocato varie volte, sebbene, forse per timore, forse per celia, non l’abbia mai completato di nuovo. Si tratta di uno dei più grandi J-RPG del mondo, da molti considerato il migliore. Non potrò mai dimenticare questo titolo e, in fondo, spero di ritrovare le stesse emozioni nel prequel Crisis Core, che presto mi recupererò. Un amore senza fine? Sì…(di recente l’ho ricomprato PAL ed originale. La fine?)

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    Shadow of the Colossus (PlayStation 2)
    Ci sono dei giochi speciali. In questa hitlist parlo, come avrete letto e leggerete, proprio di quei titoli che credo sia giusto citare per la loro importanza nella mia formazione: senza di questi, non sarei lo stesso. Shadow of the Colossus è uno dei titoli che ho amato più di recente (pochi anni fa direi): un eroico cavaliere, raggiunta un’antica terra ai confini del mondo, compie un patto con una misteriosa entità per salvare la sua amata, ormai defunta. Tutto questo solo per amore: di lì in poi saremo solo noi, il nostro cavallo e loro, i terribili colossi. Una storia triste e commuovente, magica. Sublime.

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    Halo 3 (Xbox 360)
    Sarò molto banale, ma Halo 3 è sicuramente uno dei migliori FPS in commercio. Sebbene non si tratti del migliore in assoluto, lo considero il migliore per quanto riguarda l’ambito multiplayer, presentando molte modalità e mappe. Ottimo con gli amici, è il mio appuntamento fisso della domenica pomeriggio.

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    The Legend of Zelda: The Wind Waker (Nintendo GameCube)
    The Legend of Zelda è, sicuramente, la serie che più amo: l’atmosfera fantasy, la magia dei personaggi, il loro design semplice eppure elaborato. The Wind Waker è il gioco che mi convinse ad acquistare una delle console più belle della storia (il Nintendo GameCube) e mi catturò con i suoi colori pastello, la sua trama semplice, ma anche molto filosofica. Mi catturò con un piccolo ragazzino che affrontava un mondo più grande di lui: negli anni a venire (giocai il titolo durante un’afosa estate dopo la terza media) avrei provato anch’io quella sensazione. Un piccolo, grande classico nel mio cuore.

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    killer 7 (Nintendo GameCube)
    Il mio primo videogioco adulto, dotato di grafica, trama, gameplay e stile unici e, per molti, ancora sconosciuti. Si tratta di un capolavoro, impregnato di varie tematiche “invisibili”, ma avvertibili rigiocandolo. Cosa che ora ritengo opportuno fare. Ad ogni modo è fantastico. La sua presenza qui esclude No More Heroes e Contact, capolavori dello stesso autore che consiglio alla pari con Killer 7. Insomma, dove vedete le firme Grasshopper/Suda51 andate a colpo sicuro!

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    The Longest Journey (PC)
    Ero un giovincello e, di avventure, non ne capivo niente, così come non sapevo risolvere il minimo enigma: perciò scaricai (e stampai) l’intera soluzione da una rivista (non ricordo quale) per finire questo gioco stupendo, ambientato in un futuro prossimo ed un mondo fantasy parallelo al nostro…una favola magnifica, che si prolungava per 4, lunghi CD-Rom. Non lo dimenticherò mai, mi dolgo ancora di non averlo mai riacquistato…ma prima o poi…

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    We love Katamari (PlayStation 2)/Bioshock (Xbox 360)
    Come mai due giochi e non uno? Semplice: entrambi rappresentano la follia e l’utopia del mio carattere e, in qualche maniera, trovo che siano due giochi molto simili, sebbene non sembri. Ad ogni modo meritavano di essere citati, ma non potevo intaccare l’ultimo titolo, che sicuramente qualcuno potrebbe aver già indovinato…

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    Kingdom Hearts (PlayStation 2)
    Sorpresa! Credo che molti l’avessero immaginato, ma non ho dubbi nell’indicare Kingdom Hearts come uno dei titoli più importanti per me, non solo per la qualità (altissima) della trama o del gameplay ma anche – e soprattutto – per i ricordi che ho di questo gioco e del periodo in cui vi giocai con Raffo. Magico e malinconico, come tutti i bellissimi ricordi.